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  Progetto Giovani  
 

L'ALTRA CALABRIA INCONTRA I GIOVANI DI CALABRIA
"TUTTI INSIEME CON SAN FRANCESCO DI PAOLA"

Il titolo del progetto è ripreso dal motto coniato dal "Gruppo Giovani Calabresi nel Mondo", un movimento nato spontaneamente e dettato dall'amore che le nuove generazioni residenti all'estero nutrono per la terra d'origine. L'uso di internet ha facilitato i collegamenti per creare la rete di comunicazione, che attivata a Mar del Plata, Argentina, ha raggiunto e coinvolto giovani residenti nei Paesi dove sono presenti le comunità calabresi. I giovani che sono attivamente impegnati nell'organizzazione delle celebrazioni in onore di San Francesco di Paola, che si svolgono annualmente nelle comunità di residenza, in occasione del Quinto Centenario, si sono maggiormente attivati anche per quanto riguarda le informazioni sul programma delle celebrazioni al Santuario di Paola. Hanno così avuto notizia del Meeting Giovanile che si svolgerà il prossimo 28 luglio, e hanno espresso alla Fondazione di Toronto, di cui fanno parte, il desiderio di partecipare all'incontro con i Giovani della Calabria.

Da questa richiesta, volendo venir incontro ai giovani per i quali il desiderio espresso, è anche il sogno di ritrovare in Calabria le loro radici, è nato il progetto "Tutti insieme con San Francesco di Paola".

L'iniziativa, che ha come oggetto l'incontro dei giovani dell'altra Calabria nel Mondo con i giovani della Calabria, in occasione del Quinto Centenario, assume un importante significato, e non solo sotto l'aspetto religioso, nel quadro di programmazione da sempre proposto dalle comunità calabresi al fine di consolidare i legami con la terra d'origine, soprattutto da parte delle nuove generazioni. Avvicinare, pertanto, i giovani dall'estero alla realtà giovanile della Calabria che è più vicina a valori fondamentali e spirituali, quali quelli espressi nella devozione e fede verso il Patrono della Calabria, può essere l'inizio per un collegamento più concreto che agirebbe anche da stimolo per una partecipazione più assidua alla vita associativa della collettività nei Paesi di residenza. Nell'associazionismo, che è motivo di aggregazione, si soddisfa l'esigenza di ritrovarsi insieme per esprimere la continuità della propria identità, la calabresità sempre difesa con orgoglio. E nell'associazionismo, ruolo importane, come già detto, hanno le celebrazioni in onore dei Santi che ricordano il paese d'origine. La presenza dei giovani nelle associazioni porterebbe sicuramente anche un rinnovamento di schemi ormai superati perché dettati da diverse esigenze e cosa importante, assicurerebbe nel futuro la sopravvivenza delle comunità. In tale quadro, occorre dare un "segnale" dalla Calabria e il Meeting Giovanile di Paola, che diventerebbe nel Quinto Centenario, con la partecipazione dei giovani dall'estero, un Meeting mondiale dei giovani, potrebbe essere l'occasione giusta.

Il Quinto Centenario della morte di San Francesco di Paola, per il significato dell'evento, si colloca come un momento d'unione da condividere con tutti i calabresi, sia quelli residenti e sia quelli all'estero. Dare alle nuove generazioni, che rappresentano il futuro stesso delle comunità all'estero, l'opportunità di "ritrovare le radici", condividendo questa loro esperienza con altri giovani, in un momento per di più particolare, se visto sotto l'aspetto spirituale e morale, consoliderà il loro legame con la Calabria che sarà vista come Terra d'unione e d'amore e tale sarà l'immagine che porteranno e veicoleranno nei Paesi esteri di residenza. Il progetto si pone, pertanto un triplice obiettivo:

  1. Dare risposta all'esigenza avvertita da più parti di una maggiore presenza dei giovani nelle associazioni calabresi all'estero, dando un segnale di rinnovamento che parte dalla Calabria.
  2. Venire incontro all'aspettativa dei giovani di veder accolte le loro richieste.
  3. Aiutarli a realizzare, venendo in Calabria, e non tutti hanno la possibilità economica per farlo, il desiderio del ritorno sempre sognato dai loro nonni e bisnonni. Il viaggio in Calabria, infatti, per loro vuol dire, come spesso ripetono, anche realizzare il sogno di chi è partito e non è mai più tornato.


 
 

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